Il Whisky del Signor Camillo: è l’ora del debutto

Riassunto

Il 17 maggio 2026 segna il debutto del primo whisky 100% farro dei monti liguri firmato da Diego Assandri. Nato da cereali antichi coltivati in proprio e da una filiera integrale, Il Signor Camillo arriva sul mercato già premiato ai World Whiskies Awards 2026. Tra tradizione familiare, innovazione tecnica e legame con il territorio del Beigua, il progetto rappresenta un caso unico nel panorama internazionale.

Tre anni, per chi distilla, sono un’eternità necessaria. È il tempo minimo in cui il legno smette di essere solo un contenitore e inizia a dialogare con lo spirito, trasformando un’idea in un whisky. Per Diego Assandri e la sua distilleria di Sassello, il 17 maggio 2026 non è solo una data sul calendario, ma il culmine di un’attesa carica di aspettative. Un’attesa che si scioglie portando con sé il primo whisky 100% farro dei monti liguri, che arriva al debutto già consacrato dalle medaglie d’oro agli ultimi World Whiskies Awards, il concorso internazionale più celebre per la categoria.

«Quattro anni fa ho deciso di fare whisky con i cereali antichi italiani che coltiviamo, senza ricette o modelli di riferimento. Avendo assaggiato il mio whisky, so di aver intrapreso la strada giusta: partire dalle materie prime e lasciare che siano i prodotti a parlare» racconta con un moto d’orgoglio Diego Assandri.

L’apertura della prima botte

Domenica 17 maggio, a Sassello, la prima botte verrà svelata al pubblico e agli operatori, chiudendo un cerchio iniziato tra i solchi di terra dell’Appennino e le macine di un mulino dell’Ottocento. La giornata, strutturata con masterclass operative, vedrà anche la partecipazione di Claudio Riva, presidente di Whisky Club Italia, insieme a Simone Sarchi e Simone Parisi di SimonS Whisky LoverS.

Il percorso sensoriale partirà con un cocktail di benvenuto a base di Moonshine Il Signor Camillo accompagnato dai finger food del ristorante A Spurcacciun-a di Savona, per poi arrivare al nucleo dell’evento: la degustazione guidata del nuovo whisky, invecchiato in barrique di rovere francese della foresta di Allier, prodotte dalla storica azienda astigiana Gamba. 

Il paradosso dell’eccellenza: vincere prima del debutto

Il caso de Il Signor Camillo rappresenta un paradosso probabilmente unico nel panorama internazionale: il whisky debutta avendo già ottenuto i massimi premi mondiali prima ancora di essere in commercio. Ai World Whiskies Awards 2026 di Londra infatti ha conquistato due medaglie d’oro e il titolo di Category Winner al suo esordio assoluto. Questo riconoscimento conferma la solidità di un progetto che vede la distilleria ligure come la realtà italiana più premiata nel Regno Unito. Il Moonshine Classico — prodotto con granturco “otto file” coltivato in proprio — incassa infatti premi internazionali ininterrottamente dal 2023. È una striscia record che ha alimentato l’interesse dei mercati internazionali e la curiosità degli appassionati.

«Siamo cresciuti passo dopo passo. Il fatto che il Moonshine continui a essere premiato con regolarità e che il whisky, non ancora sul mercato, abbia ottenuto subito questo riconoscimento è qualcosa che in parte ci sorprende, di sicuro ci onora, e che rafforza la convinzione delle nostre scelte e della nostra filosofia» ribadisce Assandri.

Tra acqua e pietra: una filosofia di filiera integrale

Per capire Il Signor Camillo bisogna guardare alle macine del mulino di famiglia, costruito nel 1830 e custodito dagli Assandri dal 1845. Diego, quinta generazione di mugnai-agricoltori e master distiller con certificazioni internazionali ottenute tra Irlanda, USA e Sud Africa, ha unito la tradizione secolare alla tecnica moderna. Il metodo prevede l’uso di cereali non maltati, macinati a pietra per preservarne le proprietà organolettiche, e una fermentazione lenta che può durare fino a 6 giorni.

La doppia distillazione — prima in alambicco discontinuo in rame e poi in colonna — avviene a pochi passi dai campi, all’interno del Parco del Beigua (UNESCO Global Geopark), dove la biodiversità e l’aria di mare influenzano direttamente il carattere dei cereali. È una produzione sostenibile che sfrutta l’energia idraulica e fotovoltaica, riflettendo l’ostinazione ligure nel fare eccellenza nel rispetto del territorio.

L’attesa è stata lunga ma necessaria. Il 17 maggio a Sassello, davanti a quella prima botte aperta, non si celebrerà solo un nuovo prodotto, ma la consacrazione di un whisky che ha già convinto i palati più esigenti del mondo. Il primo whisky dei monti liguri è pronto. E a parlare, sarà solo il bicchiere.

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