Il nuovo progetto esplora l’anima dei terroir veronesi: un approccio inedito affianca la produzione storica che ha reso celebre il nome Allegrini.
Poche figure nel mondo del vino italiano possiedono un portafoglio di tenute così prestigioso come Marilisa Allegrini. Il nome oggi rappresenta un mosaico di eccellenze che unisce il Veneto e la Toscana, con proprietà che vanno dalla Valpolicella Classica, con la storica Villa Della Torre, a terroir iconici come Bolgheri (Poggio al Tesoro) e Montalcino (San Polo).
Il cuore di Marilisa, affiancata nella conduzione delle aziende dalle figlie Carlotta e Caterina Sofia oltre al marito Giancarlo Mastella, rimane nella Valpolicella. Qui ha preso corpo la nuova sfida di Lady Amarone: il progetto “Peaks & Valleys”, un’iniziativa che segna una nuova rotta nell’interpretazione del territorio veronese.
Paesaggio al centro
L’approccio scelto fa la differenza. L’attenzione si sposta dalle singole denominazioni a un‘identità veronese più ampia, basata interamente sul paesaggio e sui singoli cru. Sviluppato con l’enologo Andrea Lonardi, il progetto si fonda su un’attenta mappatura dei terroir di Valpolicella, Soave e Lugana per creare vini che ne siano l’espressione più pura. L’obiettivo, come spiega Lonardi, è valorizzare un paesaggio così variegato “mettendo in connessione gli elementi topografici, geologici, climatici e culturali”.
Vengono così selezionati vigneti specifici per le loro caratteristiche: diversità del suolo (calcareo, vulcanico, morenico), clima, esposizione e altitudine (ogni vigneto è scelto per la sua specifica combinazione), varietà autoctone, sistemi di allevamento (spalliera, pergola tradizionale e moderna), età e patrimonio delle vite. Vengono esclusivamente utilizzati vitigni autoctoni.
La chiave della finezza
Il progetto riprende, in chiave moderna, il modello del négociant dove accanto alle vigne nel portafoglio di proprietà diretta o in locazione ce ne possono essere altre che operano attraverso collaborazioni con viticoltori locali di fiducia. La forza risiede nel suo rigoroso approccio alla selezione dei vigneti e alla vinificazione. E il risultato sono vini che ci sono piaciuti moltissimo.
Due referenze in particolare racchiudono secondo noi l’anima di questo progetto. Il Soave Classico Castelcerino, nato da vigne di oltre 30 anni su suoli calcarei, è un vino dal profilo pulito, con note di agrumi e una spiccata mineralità che riflette fedelmente la sua origine. Ancora più emblematico è il Valpolicella Classico Monte Lencisa. Prodotto a 410 metri di altitudine, si distingue per uno stile incentrato su freschezza ed eleganza, con note di fragoline di bosco e un palato vibrante.
Le referenze proposte raggiungono livelli moderati di alcol, rimanendo tipicamente inferiori a 12,5%. Un approccio che segna un punto di svolta, proponendo contemporaneamente un modello alternativo di Valpolicella rispetto a quello più strutturato e potente che ha fatto la storia di questa denominazione.
Nel solco della storia
L’innovazione di “Peaks & Valleys” poggia sulle solide fondamenta rappresentate da Villa Della Torre, il fulcro storico e artistico del mondo Allegrini. Questa splendida dimora del Cinquecento, gioiello dell’architettura rinascimentale con la sua pianta ispirata alla domus romana, rimane la custode dello stile più opulento e strutturato del marchio. Qui continuano a nascere vini iconici come l’Amarone, pensati per un lungo invecchiamento. La strategia di Marilisa Allegrini offre quindi una visione a due anime: da un lato la tradizione e la potenza, dall’altro l’esplorazione e la finezza dei singoli terroir. In questo scenario, il ruolo di Timossi è quello di farsi interprete di questa duplice proposta, offrendo ai professionisti del settore Horeca gli strumenti e la conoscenza per navigare e valorizzare l’intero, affascinante, universo Allegrini.