Stefano Albenga racconta… Axillo

Stefano Albenga racconta… Axillo

Il futuro nel passato oppure viceversa.

Ancestrale è una parola molto evocativa, ricorda un sapere legato ai nostri avi, qualcosa che trova radici nel lontano passato, quando la terra dettava i tempi per la produzione del vino. Andrea Bruzzone, un vulcano irrefrenabile di ricercatezza storica in cuvèè con una ingestibile voglia di sperimentazione, questa volta si è cimentato in uno spumante. Torbido, rifermentato in bottiglia, con il metodo ancestrale. Di cosa si tratta? Per spiegarlo in parole povere, si tratta di trovare il sistema di fare diventare il vino frizzante e riuscire a “trattenere” le bollicine nella bottiglia.

Torniamo indietro di qualche anno…. I Romani potrebbero essere stati i veri inventori della rifermentazione “programmata,” poi perfezionata nei secoli fino alla presa di spuma in bottiglia ed in autoclave. Poi di acqua sotto i ponti ne è passata. In Champagne hanno avuto Dom Perignon, noi in Valpolcevera abbiamo Dom Bruzzone. Ad ognuno il suo.

Ancestrale è il metodo fermentativo per produrre vini frizzanti e spumanti, usato dai nostri antenati, prima dell’arrivo delle moderne tecnologie. Non stupisce dunque che, malgrado o forse grazie alle sue origini popolari e semplici, sia diventato di moda e molto ricercato da appassionati enofili, alla ricerca di tutto ciò che ha un sapore autentico, unico e storico. Il nostro vigneron conservateur (il termine non esiste, ma ben si adatta al nostro Andrea), utilizza per la sua etichetta vari vitigni a bacca bianca con una buona percentuale di Vermentino e Bianchetta Genovese, coltivate tra i comuni di Morego (chiamata la svizzera di Genova per le sue ville) e San Cipriano (area da cui si dice derivi la vera bianchetta genovese).

La ricetta dell’Axillo non prevede alcuna sboccatura del deposito che formano i lieviti, i quali vengono lasciati all’interno della bottiglia, tappata già di sughero e quindi “definitivamente”. Così favorisce una maturazione del vino “sur-lie”, ma anche un aspetto un po’ velato e opaco, in contrasto con la brillantezza e la luminosità delle bollicine a cui siamo abituati. L’Axillo è una etichetta che non può non avere caratteristiche uniche. È dotato di una piacevole e intensa spuma e di aromi fruttati che si mescolano ai sentori donati dai lieviti nel lungo contatto con il vino, e il tipico “fondo” presente in bottiglia amplifica e accresce la sensazione che prova la nostra papilla gustativa. Ovviamente sul finale presenta una sensazione erbacea e appena mandorlata, timbro gustativo dei due vitigni presenti nella cuvèe.

Per il servizio si può scegliere di agitare delicatamente la bottiglia, affinché ”il fondo” vada in sospensione e si crei quell’effetto velato del nostro nettare, oppure versare delicatamente senza scossoni per fare sì che il prodotto rimanga limpido e netto. È inutile dire che noi siamo tifosi e quindi preferiamo il primo metodo, anche perché la papilla ne giova maggiormente , come spiegato sopra. Sul nome dell’etichetta non ci soffermeremo molto per non incappare in qualche scivolone descrittivo, ma diciamo per chiarezza che il significato in questo caso denota un certo stimolo, misto contentezza. Esattamente la sensazione che dovremmo avere noi nell’assaporare una bottiglia di Axillo.

Per avere più informazioni sull’Axillo di Andrea Bruzzone, contattateci utilizzando il form qui sotto!

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